Inverno in Giappone

E’ ormai tempo di lasciare dietro di noi l’autunno con i colori con cui gli alberi di ciliegio ci donano uno spettacolo unico e ci ritroviamo a dare il benvenuto all’inverno.

L’inverno può essere un periodo emozionate per visitare il Giappone , ma richiede una certa dose di creatività e flessibilità .

Trovarsi in Giappone a metà Gennaio può essere stupendo , perfino a Sapporo: è questo il periodo  dei Festival pittoreschi, delle sculture di ghiaccio acclamate in tutto il mondo, dello scii e della vita notturna . Se vi appassiona lo scii, potete recarvi un una delle stazioni sciistiche degli Hinghlands centrali: se  non lo siete potete prendere il treno  o il traghetto ed andare a sud.

Nel sud del Giappone troverete un clima molto più mite  . Se invece optate per il caldo e la spiaggia potete andare  ad Okinawa.

I Giapponesi comunque possono rendere gli inverni più miti con l’ofuro – bagno caldo.

Ma ora vediamo qualche curiosità sull’inverno, sul significato dell’ideogramma e su come lo vede un noto scrittore giapponese: 

In origine l’ideogramma di INVERNO raffigurava e indicava una corda, messa a ferro di cavallo con due nodi alle estremità e indicava “la fine“. Successivamente ha cambiato significato, evolvendosi anche nella forma grafica, ed ora vuol dire “inverno“.

La ragione del cambiamento potrebbe ritrovarsi nel fatto che i due nodi potevano sembrare fiocchi di neve, o più semplicemente che l’inverno era la fine di un ciclo stagionale di maturazione, il momento del riposo e del sonno, l’attesa che, nella rotazione continua delle mutazioni, precede la rinascita.

Nessuno ha mai amato l’inverno come lo scrittore YASUNARI KAWABATA.

Per lui l’inverno non era una semplice stagione, ma una dimensione da cui traeva grande ispirazione e dalla cui bellezza era molto affascinato. Quando ricevette il premio Nobel per la letteratura disse che era giunta una gru da un paese del nord, paragonando la gru al premio. Molte gru (uccelli beneauguranti, simboli del Giappone) giungono ogni anno dai paesi del nord. Ma il premio, quell’unica gru, aveva preceduto tutte le altre, ed era giunta proprio per lui, così schivo e così convinto che in Giappone vi fossero molti altri bravi scrittori. E quasi a scusarsi per il fatto che quella gru fosse arrivata solo per lui, disse che ciò era successo a causa del suo romanzo YUKIGUNI (Il paese delle nevi), scritto da lui, ma che molti altri scrittori avrebbero potuto scrivere. Amò molto questo romanzo, al punto che nel 1972, due mesi prima del suicidio, aveva cominciato a trascriverlo con il MOOHITSU (il pennello tradizionale giapponese).
Non nacque in inverno, né in una città del nord del Giappone, ma la sua infanzia e la sua gioventù furono come passare attraverso un lungo inverno. Suo padre morì quando aveva due anni, l’anno dopo perse la madre, a dieci anni la sorella, poi a quindici il nonno, che l’aveva cresciuto. Fu allora che divenne veramente orfano. Così descrisse il nonno: “durante la vita non riuscì a fare nulla di grande, passò da un insuccesso all’altro. Chissà come fu difficile per lui. Lo ringraziava per aver vissuto fino a settantacinque anni, sopportando tutte le difficoltà. Perse tutti i figli e molti nipoti, non gli rimasero che pochi amici con cui parlare. Diventò quasi cieco e sordo. La sua fu “vera solitudine”.
Contrariamente al, nonno Kawabata ebbe la fama e il successo da giovane.
Scrisse: “Ciò che è rimasto inciso nella mia mente più di ogni altra cosa è la luna d’inverno, che guardavo durante la guerra. Con le luci delle case spente, l’unica fonte luminosa era la luna pallida d’inverno, affacciata su una valle immersa nel silenzio e nel sonno. Mi ha fatto pensare profondamente alla tradizione giapponese, da salvare, perché andava perdendosi”. Com’è bello il cielo nella notte di fine anno.

Così disse Kawabata: “E’ una poesia scritta ai piedi di una montagna. Immagino il cielo del pieno inverno, limpido, gelido, colmo di stella che brillano! Tanta naturale bellezza in una espressione semplice e comune: “com’è bello”, per creare una composizione di bellezza semplice e suprema.
Sensazioni che tutti potrete provare in una notte d’inverno a Fukui
.

 

Buon inverno a tutti e magari in Giappone!!!

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